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Agguato al vescovo di Firenze, ferito il suo segretario

L'attacco al vescovo di Firenze con una scacciacani è stato sventato dal coraggioso segretario personale del religioso, che senza pensarci due volte si è interposto fra l'aggressore ed il vescovo.

di Vincenzo Avagnale 5 novembre 2011 16:50
firenze

Il vescovo di Firenze Giuseppe Betori è sfuggito ad un agguato ieri alle 19,30 davanti al portone del palazzo arcivescovile. Stava uscendo insieme al suo segretario quando un uomo armato di una pistola calibro 7,65 ha sparato verso il religioso, che però è stato protetto dall’intervento del suo accompagnatore che non ha esitato un istante a frapporsi fra i vescovo e la morte.

Provo misericordia per l’uomo che ha sparato. Purtroppo fa parte della missione di un vescovo incontrare la gente e tra questa c’è anche chi non è animato da buone intenzioni.” ha detto monsignor Giuseppe Betori. Ha poi voluto encomiare don Paolo Brogi, il suo segretario che lo ha così coraggiosamente difeso “ha avuto il coraggio dei martiri e gli devo la vita, che Dio lo benedica e lo faccia guarire al più presto“.

Fortunatamente il segretario sta bene, ha dovuto subire un’operazione d’urgenza, ma non subirà danni permanenti. L’aggressore dopo aver sparato, aveva fra i 60 ed i 70 anni, barba incolta e cappellino di lana, ha detto qualcosa a mezza bocca contro il vescovo come “non devi, non devi…” per poi fuggire. In seguito un uomo è stato bloccato a piazza Santo Spirito da un clochard con una pistola in tasca, ma era solo una scacciacani. Nonostante la polizia abbia fatto diversi interrogatori e sottoposto diversi sospetti alla prova del “guanto di paraffina” non è riuscita ad identificare il soggetto. Secondo però il governatore Enrico Rossi ed il sindaco Matteo Renzi sarebbe “difficile che si tratti di uno squilibrato“.

Il vescovo ha quindi spiegato: “non posso non avvertire questo episodio come un fatto che si inserisce in un quadro generale di incertezza e di sovvertimento dei punti di riferimento nel paese“. Il religioso aveva partecipato nel pomeriggio ad un convegno dei “Centri di aiuto alla vita“. L’ex giudice di Cassazione Carlo Casini si augura che “l’episodio non abbia alcun legame con la partecipazione al nostro convegno” altrimenti “questa ipotesi aggiungerebbe il timore che possano riaprirsi scenari di scontri ideologico come nel passato”. 

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