Aereo scomparso, ritrovati due oggetti al largo dell’Australia

Il premier australiano ha annunciato che due oggetti "eventualmente legati" al Boeing 777 sono stati individuati dai satelliti 2500 km a sudovest di Perth.

di Luca Fiorucci 20 marzo 2014 15:19
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Potrebbe essere ad una svolta il caso dell‘aereo malese MH 370 scomparso dodici giorni fa con 239 persone a bordo mentre viaggiava fra Kuala Lumpur e Pechino. Il premier australiano Tony Abbott ha infatti annunciato in Parlamento che due oggetti “eventualmente legati” al Boeing 777 sparito dai radar sarebbero stati individuati dai satelliti 2500 chilometri a sudovest del porto australiano di Perth, nell’Oceano Indiano meridionale. Alcuni aerei si stanno dirigendo verso l’area per verificare le informazioni satellitari. Il ministro dei Trasporti della Malesia, Hishammudin Hussein, ha definito la pista “credibile“. Abbott ha spiegato in Parlamento che l’Autorità australiana della sicurezza marittima ha ricevuto informazioni “nuove e credibili, basate su dati dei satelliti. Dopo l’analisi di immagini satellitari, due oggetti eventualmente legati alle ricerche sono stati identificati“.

Il premier australiano ha però ammonito: “Ora, trovare questi relitti in mare e raccoglierli, potrebbe essere ancora molto difficile e potrebbe risultare che quei relitti non sono parti dell’aereo”. John Young, un responsabile dell’Autorità australiana della sicurezza marittima (Amsa), ha invece spiegato, durante una conferenza stampa: “Gli oggetti sono relativamente sfocati. Sono di una certa taglia, probabilmente in acqua: scendono sotto la superficie e riemergono. Il più grande sarà di 24 metri. L’altro è più piccolo. E’ una pista, probabilmente la migliore pista che abbiamo sul momento, ma bisogna che andiamo sul posto... per sapere se vale qualcosa o no”. Fonti militari australiane hanno invece riferito che le immagini sono state incrociate dalla ricognizione di vari satelliti.

Già la scorsa settimana, però, i cinesi avevano pubblicato loro immagini satellitari scattate a Est della costa vietnamita, ma avevano dovuto presto ammettere che si trattava di un errore. Anche l’Fbi statunitense sta collaborando con gli investigatori malesiani, analizzando in particolare il simulatore di volo costruito e utilizzato dal pilota dell’aereo scomparso, dove, cosa piuttosto strana, sarebbero stati cancellati alcuni file, che potrebbero quindi contenere tracce su possibili esercitazioni sospette effettuate dal pilota prima dell’ultimo volo. Il presidente americano Barack Obama ha detto che è una priorità scoprire cosa sia successo all’aereo: “Ogni risorsa disponibile viene impiegata. Ci vorrà tempo a causa della dimensione dell’aerea delle ricerche, ma gli Stati Uniti lavoreranno a stretto contatto con la Malesiaha assicurato in un’intervista.

Gli Stati Uniti, infatti, hanno mobilitato i satelliti spia che controllano quest’area, e, nelle ultime ore, le ricerche si erano concentrate su un quadrante specifico a circa 2300 chilometri a Sud-Ovest di Perth, dove sarebbero state già inviate navi, aerei e sottomarini nucleari americani. Sembra che finora, comunque, gli Stati Uniti non abbiano modificato l’orbita dei loro satelliti per un’indagine particolare. Sarebbero stati invece due satelliti in Australia, progettati per controllare le attività cinesi, a individuare i possibili resti dell’aereo disperso. Uno è il radar OTHR (Oltre l’orizzonte), che si trova a Jindalee e che arriverebbe a coprire fino a tremila chilometri di distanza, l’altro sarebbe un satellite situato nell’area di Pine Gap, che si trova sotto la responsabilità di Cia e Nsa che interagiscono con i colleghi australiani. Ufficialmente i due satelliti non sarebbero stati coinvolti nelle ricerche dell’aereo, ma sembra impossibile che quando questo è scomparso non sia stato chiesto alle due basi di effettuare verifiche.

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