Ilva di Taranto: la copertura dei parchi minerari è vicina

L'Ilva coprirà i parchi in 36 mesi di lavori a partire dall'effettivo subentro in azienda

di giannipuglisi 3 novembre 2017 19:57

L’ILVA di Taranto anticiperà la copertura dei parchi minerali. La notizia è trapelata in seguito ad un Tavolo di confronto convocato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

L’Am Investco, società destinata ad acquisire la più grande acciaieria d’Europa, si è detta disponibile ad attuare il progetto già predisposto e autorizzato dell’Amministrazione Straordinaria.
Resta quindi solo il nodo dei fondi da stanziare, unico ostacolo all’accelerazione delle tempistiche voluta dal Ministero. L’idea è quella di far anticipare gli investimenti all’Amministrazione Straordinaria: l’Am Investco si impegnerà a restituirli.
Solo così i tempi potrebbero essere anticipati rispetto alla stessa previsione del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Ed è la soluzione che maggiormente auspicano i tarantini.

Contestualmente, Am Investco ha dichiarato che “coprirà i parchi in 36 mesi di lavori a partire dall’effettivo subentro in azienda”, secondo l’agenzia di stampa Agi.
L’Agi ha anche rivelato la modalità con cui si sbloccherebbe l’iter: “In sostanza, i commissari anticiperebbero, con i fondi ottenuti dalla transazione con i Riva, i soldi per la copertura, in modo da avviarne la cantierizzazione, con l’obbligo di Am Investco di restituire poi l’anticipo”.
Secondo le fonti citate dall’Agi: “I commissari col miliardo e 100 milioni ottenuti devono fare interventi di bonifica esterni al perimetro ILVA, mentre tutta la parte interna spetta alla società di Mittal e Marcegaglia”. “La necessità di anticipare e accelerare la copertura dei parchi minerali è stata sollecitata con insistenza da Taranto soprattutto dopo quanto accaduto la scorsa settimana quando il forte vento ha disperso sul rione Tamburi ingenti quantità di polveri minerali e industriali che si sono sollevate proprio dai parchi”.

Le parti sono concordi sull’esigenza di anticipare i tempi, resasi necessaria dalle polemiche che si sono susseguite durante il cosiddetto “Wind Day” a Taranto, culminato nella chiusura delle scuole per l’eccessivo inquinamento.

Ora sta al Ministero sbloccare la situazione.

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