Siccità, le regioni chiedono lo stato di calamità naturale

Sospensione delle rate dei mutui, blocco dei contributi, accesso al Fondo per il ristoro danni per le aziende con lo stato di calamità.

di fabiana 23 luglio 2017 18:15
Siccità provoca danni ai raccolti per 1 miliardo di euro

È allarme siccità in due terzi dell’Italia e le Regioni più colpite si apprestano a richiedere lo stato di calamità naturale. Stando alle prime indiscrezioni Ansa, sarebbero 10 le Regioni italiane che starebbero per presentare la richiesta di calamità naturale al Ministero delle Politiche Agricole.

Sospensione delle rate dei mutui bancari delle imprese agricole, blocco dei contributi assistenziali e previdenziali e accesso al Fondo per il ristoro danni: sarebbero queste le misure di cui le aziende potrebbero usufruire in caso di stato di calamità naturale. La situazione d’altra parte è drammatica e al momento almeno 10 amministrazioni regionali (tra cui Lazio e Campania) avrebbero avviato le procedure per poter presentare la dichiarazione dello stato di calamità naturale al ministero delle Politiche agricole attivando anche il Fondo di solidarietà nazionale.

2/3 dell’Italia e dei campi coltivati lungo la Penisola sono a secco a causa della siccità delle ultime settimane ed ammontano ad oltre 2 miliardi, secondo un’analisi Coldiretti, i danni provocati a coltivazioni e allevamenti. Almeno 10 Regioni, secondo quanto apprende l’Ansa, stanno per presentare la richiesta di stato di calamità naturale al ministero delle Politiche agricole. La misura prevede, per le aziende, sospensione delle rate dei mutui, blocco dei pagamenti dei contributi e accesso al Fondo per il ristoro danni.

I dati della Coldirett sono sempre più allarmanti e i coltivatori non riescono a salvare le produzioni neppure con l’irrigazione di soccorso.

Qualche dato? Le perdite provocate dalla siccità in Lombardia ammontano a circa 90 milioni di euro, in Toscana a 50 milioni di euro, in Emilia Romagna la dichiarazione dello stato di emergenza riguarda soprattutto le zone di Parma e Piacenza. E se gli incendi rappresentano l’altra gravissima faccia della medaglia, anche Roma dal 28 luglio sarà costretta al razionamento dell’acqua per far fronte a una situazione di emergenza.

photo credits | thinsock

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