Raggi si insedia in Campidoglio: “Sindaco o sindaca? Chiamatemi Virginia”

La prima cittadina si è poi recata alla cerimonia di commemorazione dell'uccisione del magistrato Mario Amato, all'Altare della Patria, alle Fosse Ardeatine, a Porta San Paolo e al Tempio Maggiore.

di Luca Fiorucci 24 giugno 2016 10:09
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La neosindaca di Roma Virginia Raggi si è insediata giovedì in Campidoglio, dove è arrivata a bordo di un’automobile elettrica, guidata dal consigliere del Movimento 5 Stelle Daniele Frongia, e, dopo aver salutato con un cenno della mano quanti si trovavano nella piazza, ha indossato la fascia tricolore e si è avvicinata ai giornalisti. Per prima cosa, la Raggi ha risposto a quanti le hanno chiesto se volesse essere chiamata sindaco o sindaca, spiegando: “L’Accademia della Crusca ha detto che si può dire anche sindaca, non mi fa impazzire ma mi adeguo: potete sempre chiamarmi Virginia“. La sindaca ha quindi annunciato che la prima seduta dell’Assemblea capitolina si terrà il 7 luglio e “lì presenterò la mia giunta come prevede il regolamento“, e ha confermato che agli assessori non verrà richiesto di firmare il codice etico del Movimento 5 Stelle, che vale solo per sindaco e consiglieri.

La Raggi si è poi affacciata dal balcone del suo ufficio che domina i Fori Imperiali, dove si è fermata per qualche secondo, commuovendosi e mostrando tutto, in diretta, sul suo profilo Facebook, dove ha spiegato: “I cittadini entrano per la prima volta nelle istituzioni, vi faccio vedere la stanza della sindaca. Vi faccio uscire sul balconcino, vi faccio vedere cosa stiamo amministrando. Questa è Roma“. La sindaca, che si è detta “emozionata” e ha ammesso di “non aver trattenuto le lacrime“, ha assicurato: “Noi ci impegniamo a fare tutto quello che avevamo promesso. Roma merita di essere amata e io credo veramente che questa sia l’occasione che tanti aspettavano, e io sono pronta. Io mi metto a disposizione per questo bellissimo progetto“. La Raggi ha citato tra le sue priorità l’audit sul debito e la lotta agli sprechi, e ha annunciato: “Oggi stesso dovrei inviare una lettera al dipartimento partecipazioni per avere chiarimenti su Atac e Ama. Ci sarà un assessorato per iniziare da subito con la riorganizzazione delle partecipate“, assicurando che intende subito “valutare i comportamenti dei vari cda“.

La sindaca si è poi recata alla cerimonia di commemorazione del trentaseiesimo anniversario dell’uccisione del magistrato Mario Amato da parte dei Nar, cerimonia a cui hanno partecipato il presidente del Senato Pietro Grasso, che le ha fatto gli auguri, e il procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, e dove ha dichiarato: Oggi e tutti i giorni siamo Mario Amato. Mi impegnerò perché chi combatte a sostegno della verità non sia mai lasciato solo. Questo è il mio primo intervento pubblico da sindaco e per me è un onore dedicarlo alla memoria di uno dei più illustri magistrati che si sono impegnati nella lotta al terrorismo, caposaldo imprescindibile per futuro democratico”. La Raggi si è quindi diretta all’Altare della Patria, dove è stata applaudita dai suoi sostenitori, che hanno anche sventolato una bandiera del Movimento 5 Stelle, e dove ha deposto una corona di alloro.

Ha poi reso omaggio alla memoria dei Caduti delle Fosse Ardeatine, deponendo una corona d’alloro al Mausoleo Ardeatino: “E’ un atto dovuto essere qui nel mio primo giorno da sindaco” ha spiegato. La sindaca ha quindi deposto una corona d’alloro a Porta San Paolo, dove si ricordano i caduti per la difesa di Roma tra l’8 e il 10 settembre 1943 e dove è stata accolta da alcuni membri dell’Anpi, uno dei quali l’ha ammonita: “Questo voglio dirle: attenzione perché il fascismo è una brutta bestia“. Infine al Tempio Maggiore, dove ha deposto una corona d’alloro per rendere omaggio alle vittime della Shoah e dove ha parlato per qualche minuto con il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni e con la presidente della comunità ebraica romana Ruth Dureghello, che ha dichiarato: “E’ stato un incontro molto piacevole e familiare“.

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