Prescrizione, è scontro nella maggioranza. Alfano: “No a residuo giustizialista”

Schifani (Area Popolare): "Casson e Cucca ritirino i loro emendamenti mai discussi né condivisi nella coalizione". Falanga (Ala): "Casson vuole aprire ai grillini perché li considera in maggioranza?"

di Luca Fiorucci 28 maggio 2016 10:33

E’ scontro all’interno della maggioranza sulla prescrizione, dopo la dozzina di emendamenti alla riforma del processo penale chiesti giovedì in Commissione Giustizia al Senato dai relatori del Pd, i senatori Felice Casson e Giuseppe Cucca. Tali emendamenti, e soprattutto i due che, rispettivamente, bloccherebbero definitivamente i tempi di estinzione del reato in seguito ad una condanna in primo grado e farebbero iniziare i tempi della prescrizione da quando il giudice acquisisce la notizia di reato, erano stati accolti positivamente dal Movimento 5 Stelle, che si era detto pronto a votarli, e che, a sua volta, aveva presentato altri emendamenti relativi soprattutto alle intercettazioni, al voto di scambio e alla delega riguardante l’ordinamento penitenziario.

Ma il capogruppo di Area Popolare al Senato Renato Schifani ha tuonato: “Apprendiamo con stupore che i due relatori, entrambi esponenti del Pd, hanno presentato proposte emendative sulla prescrizione che si pongono in direzione esattamente contraria agli impegni precedentemente assunti dal ministro della Giustizia Andrea Orlando. Invitiamo i colleghi Casson e Cucca al ritiro immediato delle loro proposte mai discusse e non condivise all’interno della coalizione“, chiedendo inoltre che non si formino “maggioranze trasversali” sul testo. Il capogruppo democratico a Palazzo Madama Luigi Zanda ha cercato di gettare acqua sul fuoco, spiegando che quegli emendamenti sono solamente “ipotesi di lavoro“, il cui contenuto “sarà quindi oggetto di analisi e confronto nei prossimi giorni nel gruppo del Pd, con la maggioranza e in Commissione“. Schifani si è quindi tranquillizzato: “Rassicurati dalle parole di Zanda, ma resta l’anomalia” ha affermato.

Sulla questione è pero intervenuto anche il ministro del Pd e leader di Ncd Angelino Alfano, che, durante la diretta di Corrierelive, ha dichiarato: “Dentro la commissione giustizia c’è un residuo giustizialista: ancora una volta il Pd è chiamato a scegliere tra un vecchio giustizialismo e un profilo più riformatore che noi sosteniamo da tempo. Noi diciamo che c’è un tempo della prescrizione che possiamo allungare ma non può essere eterno“. Lo stesso Alfano, comunque, ha poi rassicurato sulla possibilità di contrasti nella maggioranza, spiegando che non si pente di aver votato l’Italicum, che il referendum ha un significativo valore politico, per cui all’interno del suo partito dopo bisognerà “fare un bel tagliando“, mentre, quanto a Berlusconi, “Il suo carisma è imparagonabile, ma non siamo noi a dover scegliere. E’ lui che dovrà decidere se stare con la destra estremista di Salvini, Le Pen, Meloni, oppure con noi”.

Critiche agli emendamenti dei senatori democratici sono arrivate però anche dai verdiniani di Ala, come Ciro Falanga, che in una nota ha attaccato: “Registro l’apertura da parte del Pd, qualora Casson parli a nome del partito, verso il M5S e una sottesa indisponibilità a confrontarsi con Ala sulla base del fatto che Ala non sarebbe in maggioranza. Casson ritiene forse di aprire ai grillini perché li considera in maggioranza?” A Falanga ha replicato lo stesso Casson, spiegando: “Mi risulta che Verdini non sia nella maggioranza formalmente. Fa parte della maggioranza il Nuovo Centrodestra e con loro si discuterà, non c’è alcuna preclusione”. L’altro relatore del Pd, il senatore Giuseppe Cucca, ha invece annunciato il ritiro della firma per le “inaccettabili strumentalizzazioni politiche“. La senatrice Lucrezia Ricchiuti, in rappresentanza della minoranza Pd, è invece d’accordo con l’iniziativa dei suoi due compagni di partito.

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