Draghi contestato da attivista: “Stop alla dittatura Bce”

Durante la conferenza stampa, la giovane è salita sul tavolo e ha lanciato una manciata di coriandoli: bloccata e allontanata dalle guardie del corpo.

di Luca Fiorucci 16 aprile 2015 10:44

Il presidente della Bce Mario Draghi, ieri, durante la conferenza stampa dopo la riunione del direttivo dell’istituto, è stato contestato da una manifestante che è saltata sul tavolo e ha lanciato una manciata di coriandoli, urlando lo slogan “End the Ecb dictatorship (Stop alla dittatura della BCE)”. La ragazza indossava una maglietta con tale slogan, ed è stata subito bloccata ed allontanata dalle guardie del corpo, mentre faceva il segno di “V” per vittoria sorridendo ai fotografi.

Draghi, inizialmente spaventato, si è protetto il volto con le mani, ma non si è scomposto più di tanto, e ha presto ripreso a parlare dicendo: “Continuiamo da dove ho interrotto, iniziamo con un tono positivo”. Un giornalista francese ha poi chiesto al governatore come fosse riuscito a mantenere la calma, ed egli ha risposto: “La risposta può darsela da sé”. Alla conclusione della conferenza stampa, Draghi è stato applaudito dai giornalisti, ed ha affermato: “Questo vostro applauso mi è di gran conforto“. La stessa Bce ha fatto sapere che la giovane era entrata con un accredito stampa falso e al suo ingresso vi erano stati i normali controlli.

Non è stata ancora confermata ufficialmente l’identità e l’appartenenza politica della contestatrice, ma la polizia ha detto che è un’attivista politica di ventuno anni di Amburgo, e, secondo la “Bild”, si tratterebbe di Josephine Markmann, che però, per proteggere la sua identità, si fa chiamare Josephine Witt, e sarebbe la stessa persona che nel 2013 aveva interrotto la messa di Natale nel duomo di Colonia. Alla donna era stata allora comminata dalla corte della città tedesca una multa di 1200 euro, e lei aveva spiegato: “E’ stata una protesta delle Femen, ma non lo rifarei”.

Il gruppo femminista Femen ha rivendicato indirettamente il gesto di protesta contro il presidente della Bce: sul profilo Twitter del gruppo sono infatti comparsi tre link ad altrettanti giornali che attribuiscono l’azione alle stesse Femen. La Witt si è però smarcata dal gruppo: “L’attacco ai coriandoli non era una protesta di Femen, mi spiace ragazze. Mi considero un’attivista indipendente” ha spiegato. La giovane, infatti, trattenuta in stato di fermo per qualche ora, ha schernito la Bce anche su Twitter, scrivendo ironicamente che hanno una security meglio di quella di Putin,non avevano neanche le chiavi dell’uscita di sicurezza”, e commentando una foto di Draghi al momento dell’aggressione con un “guardate che faccia ha fatto“.

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