Mafia capitale, Marino dispone rotazione dirigenti. M5S: “Si dimetta”

Ozzimo, Coratti e Patanè si sono autosospesi dal Pd. Il sindaco apre a una "giunta d'emergenza" con il M5S, che però chiede: "Faccia un passo indietro".

di Luca Fiorucci 7 dicembre 2014 6:14
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Potrebbero emergere altri nomi di politici e funzionari pubblici coinvolti nell’inchiesta “Mafia Capitale”, persone che l’organizzazione considerava strategiche per continuare a vedersi assegnati gli appalti dal Comune di Roma e controllare anche la Regione Lazio, e che venivano quasi “stipendiate” mensilmente, o che chiedevano in cambio l’assunzione di un parente o un amico. Dall’inchiesta è emerso anche che vi erano diversi calciatori, come Daniele De Rossi, cantanti come Gigi D’Alessio e personaggi dello spettacolo come Teo Mammuccari e Belen, che erano “amici” del superboss Giovanni De Carlo, latitante fino a pochi giorni fa. Intanto il presidente del Pd Matteo Orfini ha annunciato su Twitter: “Ozzimo, Coratti e Patanè si sono autosospesi dal Pd. Li ringrazio e li auguro di continuare a dimostrare la loro estraneità a questa storia”.

Daniele Ozzimo, Mirko Coratti e Eugenio Patanè, indagati, appunto, nell’inchiesta “Mafia Capitale”, avevano già lasciato gli incarichi, rispettivamente, di assessore alla casa del Comune di Roma, presidente del consiglio comunale e consigliere regionale nel Lazio. Il sindaco di Roma Ignazio Marino, invece, ha disposto la rotazione dei dirigenti a cominciare dagli incarichi apicali di tutte le strutture, spiegando: “La straordinarietà e la rilevanza degli eventi connessi” all’indagine “coinvolgono anche le strutture amministrative dell’Ente, e le funzioni nevralgiche da loro assicurate“. In un’intervista al “Manifesto”, Marino ha dichiarato inoltre: “Mi sento la mente più limpida e il cuore più determinato ad andare avanti per risanare questa città, anche con un secondo mandato“.

Quanto alla foto che lo ritrae con Salvatore Buzzi, il sindaco ha spiegato: “Durante la campagna elettorale ho visitato quella cooperativa che, dal mio punto di vista, faceva un lavoro utile alla collettività con il reinserimento sociale dei detenuti“. Marino si era inoltre detto disposto a formare una “giunta d’emergenza” aperta anche al Movimento 5 Stelle, dal quale però è arrivata una stroncatura, con i leader Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio che, in una nota congiunta con i membri del direttorio e i consiglieri romani del Movimento, hanno dichiarato: “Per il bene della città e del Paese, Marino faccia un passo indietro“.

Grillo e Casaleggio hanno inoltre chiesto “al prefetto di valutare con urgenza la possibilità di sciogliere il Comune di Roma per infiltrazioni mafiose“. Alcune ore prima, però, il capogruppo del M5S al Comune di Roma Marcello De Vito aveva affermato: “Non siamo disponibili ad entrare in giunta, ma come sempre siamo pronti a collaborare sulle questioni principali che interessano i cittadini“. Sull’inchiesta romana è intervenuto anche Silvio Berlusconi, per il quale “si devono tutti dimettere, occorre indire nuove elezioni per dare a Roma gestione di assoluta trasparenza ed onestà”.

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