Uccisa a Milano e portata in trolley a Venezia: fermati i coinquilini

Svolta nel giallo della ragazza trovata morta nel Lido di Venezia: sarebbe una costumista iraniana di 31 anni, uccisa dai suoi coinquilini, due indiani.

di Luca Fiorucci 3 febbraio 2014 15:42

Sarebbe ad una svolta il giallo della ragazza iraniana di 31 anni, Mahfab Savoji, il cui cadavere è stato trovato una settimana fa nelle acque del Lido di Venezia. La Squadra Mobile ha infatti fermato i presunti assassini: una cameriera di 30 anni, Gagandeep Kaur, e un portiere d’albergo di 28, Rajeswar Singh, entrambi indiani, che vivevano da qualche tempo a Milano, dove condividevano con la vittima un appartamento di via Pericle. Il cadavere della donna, uccisa per strangolamento e poi denudata, è stato messo in un trolley che i due hanno trasportato in treno da Milano al Lido di Venezia. I due hanno poi gettato il corpo in un canale e sono quindi rientrati a Milano con un taxi.

Kaur e Singh sono stati ora sottoposti a fermo dal pm milanese Grazia Predella con l’accusa di omicidio volontario in concorso e soppressione di cadavere. Proprio lunedì scorso, la giovane uccisa avrebbe dovuto lasciare la casa che condivideva con i due indiani e trasferirsi da un’amica perchè, come aveva raccontato lei stessa, non aveva un buon rapporto con i suoi coinquilini. Dietro all’omicidio potrebbe esserci un rapporto sessuale rifiutato: sembra infatti che il giovane portiere indiano, in passato, abbia tentato un approccio sessuale nei confronti della vittima.

Le indagini condotte dalle squadre mobili di Milano e Venezia hanno chiarito, grazie all’autopsia, che la ragazza, una costumista conosciuta nel suo Paese che frequentava un corso di specializzazione all’Accademia di Brera, è stata uccisa lunedì scorso verso le 14 nella casa di Milano, e il corpo è stato rinchiuso in un trolley e portato prima a Lecco, dove i suoi assassini volevano sbarazzarsene gettandolo nel lago, ma, visto che vi erano troppe persone, hanno deciso di raggiungere in treno il Lido di Venezia. Il giovane portiere d’albergo conosceva il capoluogo veneto perchè in passato aveva lavorato lì in un hotel. La coppia è stata incastrata anche grazie ai filmati delle telecamere della stazione di Venezia, che ha ripreso i due con il trolley, e grazie alla testimonianza di un tassista che ha confermato di averli portati, poco prima della mezzanotte del 27 gennaio, da piazzale Roma a Venezia a piazzale Loreto a Milano, al costo di 500 euro.

 Già martedì, i due avevano presentato denuncia di scomparsa, sostenendo che Mahtab era rimasta a casa fino a lunedì alle 10.30, quando loro l’avevano salutata mentre faceva colazione ed erano usciti, ma questa versione non ha retto di fronte alle intercettazioni telefoniche e al fatto che i due avessero tenuto i cellulari spenti per diverse ore proprio a ridosso del delitto. Ieri la coppia si è presentata alla polizia con un avvocato, dicendo che avevano trovato la ragazza morta perchè “aveva bevuto tanto whisky, non sapendo che era già stato accertato che fosse morta per soffocamento: messi alle strette, hanno poi confessato.

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