I due Marò tornano in India, Terzi si giustifica

"Non ce l'aspettavamo", hanno detto i militari, convinti a partire dopo un faccia a faccia di 5 ore con i vertici della Marina e del Governo.

di Stefania Calabrese 22 marzo 2013 11:41
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Massimiliano Latorre e Salvatore Girone sono decollati la notte scorsa a bordo di un aereo militare alla volta dell’India, dove, in base ai nuovi accordi, saranno ospitati dall’ambasciata italiana di New Delhi.

Il sottosegretario agli Esteri, Staffan De Mistura, è partito con loro dopo aver garantito che i due fucilieri di Marina non rischieranno la pena di morte, avranno “libertà di movimento e potranno anche andare al ristorante se vogliono”.

“La situazione si sta normalizzando – ha dichiarato il ministro degli Esteri Giulio Terzi – e non stiamo mandando i nostri militari allo sbaraglio, incontro ad un destino ignoto”.

Per Terzi lo “strappo” con il governo indiano era necessario al fine di ottenere migliori condizioni per i due militari accusati di omicidio volontario.

Non ha alcuna intenzione di dimettersi il ministro, che spiega:

“La mossa di riportarli in Italia e comunicare che non sarebbero rientrati ha avuto l’effetto che ci aspettavamo, clamore a parte. Le iniziative delle procure militari e civili inoltre hanno dimostrato che anche dal punto di vista della nostra giustizia Roma non sta con le mani in mano”.

In conseguenza di quanto accaduto, ha precisato inoltre Terzi, con l’India si è riaperto “un canale di comunicazione diplomatica e giuridica che si basa sul mutuo rispetto”.

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