L’Emilia Romagna punisce l’uso delle catene per cani

Il durissimo sciopero dell'attivista ravennate Davide Battistini contro questa squallida usanza ha ottenuto i risultati auspicati in Emilia-Romagna.

di Giorgia Martino 13 febbraio 2013 10:18

Davide Battistini, l’uomo di Ravenna che da Capodanno stava digiunando per indurre la Regione Emilia-Romagna a togliere l’uso delle catene ai cani, da ieri sera, martedì 12 febbraio, ha potuto porre fine allo sciopero della fame perché ha ottenuto la garanzia politica che la legge da lui auspicata ci sarà: la Commissione regionale Salute e Politiche Sociali ha stilato un progetto di legge che accoglie le richieste di Davide, che così afferma:

Ho in mano un documento con nomi e impegni precisi  e ho avuto garanzie anche da qualche politico di cui ho fiducia: tutte le forze politiche sono d’accordo, concordi anche nel varare la legge con un iter il più veloce possibile. Visto il documento e sentiti questi pareri  ho deciso di sospendere lo sciopero della fame.

Per decidere di porre fine al suo digiuno Davide Battistini è completamente certo delle assicurazioni ricevute, poiché questo combattente non si è mai fermato nemmeno di fronte alla proposta di legge dei consiglieri regionali dell’Emilia-Romagna Marco Monari, del Pd, e Gabriella Meo, dei Verdi. Questa proposta, infatti, conteneva dei punti che non soddisfacevano il senso di giustizia a cui Battistini si appellava: per questo motivo Davide aveva deciso di iniziare anche uno sciopero della sete a partire dal prossimo 17 febbraio, in aggiunta al digiuno già iniziato lo scorso 1 gennaio. Ma per fortuna non ce n’è stato bisogno: Davide ce l’ha fatta, e con lui anche tutti coloro che, per la stessa causa, hanno dato il loro contributo organizzando dei digiuni a staffetta o delle manifestazioni con catene simboliche in viale Aldo Moro a Bologna.

A sostenere Davide Battistini ci sono stati sia l’associazione animalista Essere Animal’, sia il supporto di Lav, Enpa e Oipa.

Ovviamente adesso si spera che questo segno di civiltà parta dall’Emilia Romagna per estendersi a tutta l’Italia contro un’usanza mortificante per la libertà dei cani e per la civiltà e l’intelligenza degli umani.

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