Indagato Dell’Utri per libri rari sottratti alla Biblioteca di Napoli

L'inchiesta ha portato a 6 arresti in Campania, Emilia Romagna, Liguria e Umbria. Perquisizioni in tutta Italia per ritrovare i volumi rubati alla Girolamini.

di Stefania Calabrese 29 gennaio 2013 12:04

Il senatore Marcello Dell’Utri è stato indagato per concorso in peculato nell’ambito dell’inchiesta sulla spoliazione della storica Biblioteca dei Girolamini di Napoli. Secondo gli inquirenti, almeno tre dei preziosi volumi sottratti dall’ex direttore della Biblioteca, Marino Massimo De Caro, sarebbero finiti nelle mani del senatore del Pdl: nello specifico, si tratterebbe di un’opera di Leon Battista Alberti, un testo di Giambattista Vico e una rilegatura del Canevari.

Il nome di Dell’Utri è stato inserito nel registro degli indagati in conseguenza di una svolta nell’inchiesta “Library Lost” che ha portato all’arresto di 6 persone per i reati di associazione a delinquere finalizzata al peculato, alla falsificazione ed alla ricettazione di migliaia di volumi antichi. Le ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip di Napoli, sono state eseguite a Genova, Napoli, Ozzano dell’Emilia (BO), Porano (TR), Santa Maria Capua Vetere (CE).

L’inchiesta, nata nell’aprile 2012, è partita da alcune segnalazioni riguardanti la scomparsa dalla Biblioteca dei Girolamini di circa 1500 volumi rari, per la quale è stato ritenuto responsabile Marino Massimo De Caro, all’epoca appena entrato in carica come direttore della biblioteca, già consigliere del Ministro per i Beni e le Attività culturali e attualmente in carcere a Poggioreale.

Interrogato dagli inquirenti, De Caro ha confessato di aver organizzato la sottrazione, il trasporto e la vendita dei libri preziosi. Circa 500 volumi erano già stati individuati presso una casa d’aste di Monaco di Baviera, che stava per procedere alla vendita, bloccata grazie all’intervento congiunto delle forze dell’ordine italiane e dell’Interpol tedesca. Ulteriori perquisizioni sono al momento in corso in tutta Italia per il recupero degli altri libri rubati.

Le intercettazioni, che si sono rivelate difficili sia per l’impermeabilità degli indagati che per i diversi tentativi di depistaggio, hanno infine rivelato l’esistenza di una complessa macchinazione escogitata per sottrarre sistematicamente opere di pregio alla Biblioteca di Napoli, che finivano poi in vendita anche in prestigiose librerie antiquarie.

Fra i nomi di coloro ai quali i Carabinieri del Reparto operativo del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno notificato le ordinanze di custodia cautelare figurano, oltre a quattro soggetti che si trovavano già in stato di arresto, anche un legatore di Bologna, che si occupava di cancellare dai libri il marchio della Biblioteca dei Girolamini e un “runner”, che provvedeva a fare da tramite fra gli antiquari e i sottrattori materiali dei volumi.

Insieme alla confessione di De Caro, agli atti dell’inchiesta si trovano anche le dichiarazioni di numerosi antiquari che hanno scelto di collaborare con gli inquirenti.

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