Appello di Al-Qaeda: “Uccidete tutti gli ambasciatori USA”

Continuano le proteste nel mondo musulmano scatenate dal film USA dissacrante la figura di Maometto e diretto dal regista Nakoula Bassely Nakoula.

di Simona Vitale 18 settembre 2012 14:12

Mentre il Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama si preoccupa di rassicurare i diplomatici statunitensi nel paesi musulmani, asserendo che la loro incolumità è una delle priorità della Casa Bianca, Al-Qaeda definisce l’uccisione dell’ambasciatore Stevens come “il più bel regalo” per tutti gli estremisti islamici in occasione dell’anniversario dell’11 settembre. Non manca, poi, un appello rivolto a tutti i musulmani, particolarmente a quelli residenti in Tunisia, Algeria, Marocco e Mauritania ad uccidere gli ambasciatori statunitensi.

Rivolgiamo un appello ai giovani musulmani a seguire l’esempio dei leoni di Bengasi, a tirare giù le loro bandiere e a bruciarle prima di uccidere i loro ambasciatori, i rappresentanti americani, o di cacciarli.

In una nota di Aqim, braccio armato di al-Qaeda nel nord Africa, pubblicata su un sito web jihadista, oltre all’accorato invito all’uccisione dei diplomatici statunitensi, si legge anche:

Ci congratuliamo con i nostri fratelli combattenti musulmani che hanno difeso l’onore del nostro Profeta e diciamo loro: l’uccisione dell’ambasciatore Usa è il miglior regalo che potevate fare a questo governo arrogante e ingiusto.

La cellula terroristica, infine, scrive:

Rivolgiamo un appello ai giovani musulmani a seguire l’esempio dei leoni di Bengasi, a tirare giù le loro bandiere e a bruciarle prima di uccidere i loro ambasciatori, i rappresentanti americani, o di cacciarli.

Nel frattempo, diversi manifestanti islamici che hanno protestato in alcune città dell’Indonesia hanno chiesto agli Stati Uniti di punire con la pena di morte Nakoula Bassely Nakoula, il produttore del film ritenuto offensivo nei confronti del profeta Maometto e che ha scatenato, ormai da giorni, le pesanti rivolte. Sono almeno 100 gli studenti che hanno manifestato nella città, situata nella parte centrale dell’Indonesia, mentre altre 200 persone hanno marciato a Medan, la terza più grande città del Paese, bruciando una bandiera statunitense al grido di “America vai al diavolo“. Intanto l’ambasciata Usa di Giacarta ha rafforzato la sicurezza dopo che che pietre e bombe molotov sono state lanciate contro l’edificio.

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