Tragedia di Superga, 63 anni dopo la fine del Grande Torino

Ripercorriamo le tappe di un disastro che scosse il mondo del calcio italiano e l'intera opinione pubblica, sullo sfondo del dopoguerra.

di Simona Vitale 4 maggio 2012 10:20

Ricorre oggi, 4 maggio 2012, il 63° anniversario di una tragedia che scosse l’intero mondo del calcio italiano e mondiale, ma non solo. Un disastro costat0 la vita a decine di persone e che mise la parola fine al sogno chiamato Grande Torino, la grande squadra di calcio che vinse 5 scudetti consecutivi, dalla stagione 1942/43 a quella 1948/49, e i cui giocatori costituivano i dieci undicesimi della Nazionale italiana. Ripercorriamo le tappe di questo drammatico evento che viene conosciuto in tutto il mondo come ‘Tragedia di Superga’.

La squadra del Torino si era recata in Portogallo per disputare un’amichevole con il Benfica in occasione dell’addio al calcio del portoghese Françisco Ferreira. La partita si disputò il 3 maggio 1949 e vide la squadra granata perdere per 4-3 contro i padroni di casa. Il giorno dopo il Torino si mise in viaggio per tornare in Italia. L’aereo della società torinese era un FIAT G.212 delle Avio Linee italiane e decollò dall’aeroporto di Lisbona alle 9:40 facendo scalo, intorno alle 13:00 a Barcellona e rimanendoci per un paio d’ore, nel corso delle quali i granata incontrarono anche il Milan diretto a Madrid.

Alle 14:50 l’aereo decolla nuovamente avendo come destinazione l’aeroporto di Torino-Aeritalia. Giunto all’altezza di Savona, l’aereo vira verso Nord in direzione del capoluogo piemontese nel quale si prevede di arrivare in circa 30 minuti. Il tempo su Torino era a dir poco pessimo. Si ipotizzò che, a causa del forte vento al traverso sinistro, l’aereo nel corso della virata potesse aver subìto una deriva verso dritta, allineandolo verso la Basilica di Superga piuttosto che verso la rotta di discesa. Dopo alcune indagini, ipotesi più recenti sembrano dimostrare che l’altimetro si fosse bloccato sui 2000 metri e che quindi i piloti avrebbero creduto di viaggiare a 2000 metri di altitudine, mentre in realtà i metri a distanza dal suolo fossero solo 600.

Sta di fatto che alle 17:03 l’areo che trasportava il grande Torino, nell’eseguire la manovra di allineamento orizzontale per atterrare in aeroporto, si schianta invece contro il terrapieno posteriore della Basilica di Superga, che il pilota si è visto improvvisamente spuntare davanti ad una velocità di circa 180 km/h, nella convinzione invece di avere la collina di Superga alla sua destra. Non ci fu il tempo di fare nulla. Alle 17:05 Aeritalia Torre chiama I-ELCE, ma non riceve neppure una risposta. Le persone a bordo erano 31 e nessuna si salvò.

A morire sono stati 27 passeggeri (tra giocatori, allenatori, dirigenti e giornalisti) e 4 membri dell’equipaggio. Queste le vittime che è giusto ricordare:

Calciatori: Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Émile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti, Julius Schubert.

AllenatoriEgri Erbstein, Leslie Lievesley, Osvaldo Cortina

Dirigenti:  Arnaldo Agnisetta, Ippolito Civalleri, Andrea Bonaiuti

GiornalistiRenato Casalbore, Renato Tosatti, Luigi Cavallero

EquipaggioPierluigi Meroni, Celeste D’Inca, Cesare Biancardi, Antonio Pangrazi

Shock, dolore e incredulità caratterizzarono quei giorni. I funerali si tennero il 6 maggio 1949 alle 17:00. In piazza scesero oltre mezzo milione di persone per omaggiare una squadra che, in un Paese stremato dalla Guerra, rappresentava un motivo di vanto e gioia per tutti. La squadra venne omaggiata con lo Scudetto a tavolino, nonostante mancassero 4 giornate alla fine del Campionato. Ovviamente, in campo fu schierata la squadra della Primavera, così come fecero, in segno di rispetto, anche le altre strade. Lo shock per il drammatico incidente fu tale che l’anno successivo la Nazionale italiana si recò in Brasile a disputare i Mondiali di calcio, raggiungendo il Sud America con la nave anziché con l’aereo.

Attese sono le commemorazioni per ricordare la tragedia. Le celebrazioni cominceranno intorno alle 11:00 presso la Sala Rossa del Comune di Torino, dove interverranno il presidente del Torino Urbano Cairo, il sindaco della città Piero Fassino e il presidente del consiglio comunale Giovanni Maria Ferraris. Nel pomeriggio invece luogo della commemorazione sarà invece la Basilica di Superga, dove sarà celebrata la Messa e il capitano granata Rolando Bianchi leggerà i nomi delle vittime di quello che fu e resterà per sempre il Grande Torino.

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