Gay sposa italiano e ottiene permesso di soggiorno

Un nostro connazionale aveva contratto matrimonio con un uruguayano in Spagna, dove le unioni civili fra omosessuali sono riconosciute da tempo grazie al governo Zapatero.

di Gianni Monaco 27 marzo 2012 10:26
Sentenza Cassazione sui gay

È ancora polemica, nel nostro paese, attorno alle unioni fra persone dello stesso sesso. Una legge che le regola non c’è, nonostante il dibattito sia aperto da tempo. In ogni caso, le decisioni dei nostri tribunali – emblematica la recente sentenza della Cassazione – vanno in una precisa direzione, quella cioè di riconoscere il legame fra gay e fra lesbiche anche dal punto di vista giuridico.

A Reggio Emilia un cittadino uruguayano ha ottenuto il permesso di soggiorno perché “sposo” di un italiano. La coppia si è unita civilmente in Spagna, dove il matrimonio tra gay e lesbiche è consentito da diversi anni grazie alle iniziative dell’ex premier Luis Zapatero. Aveva presentato ricorso contro la questura la quale gli aveva negato il permesso di soggiorno. Il ricorso era motivato dal fatto che Flavio e Rafael, i due sposi, si sentivano discriminati e gli veniva impedita la libera circolazione. A sostenere la coppia in questa battaglia per il rispetto dei Trattati europei è stata l’Associazione radicale “Certi Diritti”.

Dopo il pronunciamento del Tribunale, lo scorso 13 febbraio, la questura di Reggio Emilia non ha potuto fare altro che rilasciare il permesso di soggiorno a Rafael. Si è trattato del primo documento nella storia del nostro paese che riconosce formalmente lo status familiare delle coppie omosessuali.

Reazione immediate e contrastanti dal mondo politico. Per Franco Grillini dell’Idv, siamo in presenza di, “un altro grande passo di civilità per il superamento delle diseguaglianze e delle discriminazioni. È una svolta nella legislazione, perché riconosce gli effetti giuridici anche per l’Italia del matrimonio celebrato in Spagna tra due persone dello stesso sesso”.

Secondo Paola Concia, parlamentare del Pd, si tratta di “un altro importantissimo segnale che arriva alla politica italiana, dopo le storiche sentenze della Corte di Cassazione, della Corte Costituzionale e il pronunciamento del Parlamento Europeo. E’ ormai evidente che la magistratura italiana è chiamata, suo malgrado, a riempire un vuoto normativo che ormai risulta inaccettabile per un paese che vuole stare dentro l’Europa”.

Di tutt’altro avviso è la Lega Nord, che pone l’accento anche sulla questione della permanenza degli extracomunitari nel nostro paese. Per Angelo Alessandri, “la decisione del Tribunale di Reggio Emilia può diventare molto pericolosa nel momento in cui si pensasse che questa forma di ricongiungimento “familiare” tramite il permesso di soggiorno stesso possa poi tramutarsi nel conferimento del diritto di cittadinanza”. Il partito di Bossi ha annunciato un’interrogazione parlamentare.

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