Victor Orban vs eurodeputati, confronto serrato sulla democrazia

Le scelte antidemocratiche del premier ungherese sono state fonte di un acceso dibattito fra gli eurodeputati e Victor Orban stesso, che però non ci sta a fare la figura del lupo cattivo e sembra rispondere sicuro di essere dalla parte del giusto.

di Vincenzo Avagnale 19 gennaio 2012 11:02

Victor Orban, il discusso premier ungherese, reo a parere dell’Unione Europea di aver proclamato leggi anti-democratiche e di aver portato il paese ad una svolta nazionalista che minaccia pesantemente il suo ruolo in Europa. Il primo ministro ungherese non si è però particolarmente scomposto ed ha risposto con calma, ma anche con molta demagogia.

Il leader dei liberali Guy Verhofstadt ha parlato in questi termini: “ho qui un documento che parla di 30 violazioni del trattato europeo. Quindi dire oggi che non ci sono problemi in Ungheria, è qualcosa che mi lascia profondamente stupito.” Già martedì la Commissione Europea aveva aperto tre procedure di infrazione contro l’Ungheria, in quanto avrebbe approvato leggi che minacciano fortemente l’indipendenza della sua banca centrale.

Che ci sia un rinnovamento è vero, ma un rinnovamento può andare nella direzione giusta o in quella sbagliata, noi diciamo che lei sta andando nella stessa direzione del signor Chavez e del signor Castro e di tutti quei governi totalitari e autoritari che noi combattiamo insieme” ha detto il capogruppo dei verdi Daniel Cohn-Bendit.

Orban ha mantenuto un silenzio quasi religioso durante gli interventi degli eurodeputati, assumendo l’atteggiamento di chi ha tutti contro, ma ritiene comunque di aver ragione. Nel suo intervento non ha voluto rispondere a nessuna delle domande rivoltegli per rassicurare l’Europa sul drastico indirizzo preso dalla sua amministrazione nel governo dell’Ungheria.

Invece ha preso a rivendicare in stile comizio elettorale la sua appartenenza alla famiglia cristiana europea, spiegando in tal modo il suo nazionalismo. In pratica ha detto: “abbiamo sentimenti cristiani, pensiamo che il sentimento di appartenenza ad una nazione sia un valore importante come il valore della famiglia. Forse ci sono molte persone in quest’assemblea che la pensano diversamente, ma credo che questo sia una valore europeo e che siamo liberi di rappresentarlo”.

Martedì prossimo il primo ministro ungherese andrà di fronte alla Commissione Europea per tentare di convincerla a non proseguire nei provvedimenti di infrazione aperti contro il suo paese. Orban ha spiegato di essere pronto al dialogo e di non voler intraprendere azioni legali.

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