75enne stupra bambina di 10 anni. La mamma: “Lascialo fare”

Un 75enne di Lanciano è stato arrestato per violenza sessuale ai danni di una bambina di 10 anni e per detenzione di materiale pedopornografico. Arrestata anche la madre della bambina per favoreggiamento, che al grido di aiuto della figlia avrebbe risposto: "lascialo fare". Entrambi si trovano attualmente in carcere.

di Simona Vitale 7 dicembre 2011 16:19

Tragedia familiare dell’orrore che ci giunge da Lanciano, in provincia di Chieti. Una bambina di 10 anni è stata stuprata da un 75enne che, all’epoca dei fatti narrati, viveva con la madre della piccola e la bambina oggetto della violenza. “Lascialo fare” sarebbe stata la risposta della mamma all’invocazione di aiuto urlata da sua figlia, ripetutamente violentata dall’uomo.

Il 75enne è stato arrestato questa mattina dai Carabinieri di Lanciano per violenza sessuale nei confronti di minore e detenzione di materiale pedopornografico. Anche la madre della bambina è stata arrestata per favoreggiamento.

Il gip ha ravvisato la gravità del fatto e per questo l’uomo si trova in carcere, nonostante abbia superato il 70esimo anno di età. La violenza si è ripetutamente consumata in ambito domestico, in quanto l’uomo era ospite nella casa abitata dalla madre e dalla bimba quando ha abusato della minore. Da tempo sufficiente l’anziano è lontano dall’abitazione dove sono avvenuti i fatti, così come la bimba al momento è al sicuro in luogo protetto dove è seguita una volta allontanata dalla madre, arrestata per favoreggiamento del reato che vedeva come vittima proprio la figlia” ha dichiarato nel corso della conferenza stampa il procuratore della Repubblica di Lanciano, Francesco Menditto.

Le indagini per violenza sessuale sono state condotte dal sostituto procuratore Rosaria Vecchi in collaborazione con la compagnia dei carabinieri di Lanciano, mentre proseguono le indagini inerenti alla detenzione di materiale pedopornografico da parte dell’uomo.

Le indagini sono state particolarmente difficoltose, oltre a essere partite in ritardo, a causa della ‘superficialità’ degli operatori scolastici in contatto quotidiano con la bimba, i quali hanno allertato la Procura con ritardo. Per i disguidi di comunicazione tra le maestre della scuola frequentata dalla bimba siamo stati informati in ritardo di questo grave reato, mentre il dovere morale e di giustizia richiede di agire subito e nelle sedi competenti. Si tratta di un errore in buona fede, ma la condizione necessaria per la rinascita psicologica della bimba, già confusa dal mancato aiuto della madre è la certezza della punizione del colpevole” ha dichiarato il sostituto procuratore Vecchi. “Sono state acquisite anche le dichiarazioni della bimba, opportunamente assistita, in sede di incidente probatorio così da non doverla più coinvolgere direttamente nel procedimento” ha poi aggiunto il procuratore Menditto.

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