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493 siti dissequestrati, vittoria legale dei provider

Il problema principale per i siti a scopo lavorativo online non è tanto l'attacco degli hacker, che solitamente intacca solo grandi compagnie, ma la censura legale che sempre più stringe la morsa sulla libertà dei siti ad esercitare le proprie attività.

di Vincenzo Avagnale 6 novembre 2011 11:36
lavoro

Il problema della libertà di stampa non è il solo ad interessare il web, infatti sempre più spesso la legge tende ad imporre misure assai restrittive nei confronti di chi esercita un’attività online. Va detto che in passato la situazione era proprio da Far West e l’illegalità era ed è tuttora molto facile sulla rete; tuttavia troppe volte con la scusa di uno o più criminali si mette nel pentolone delle indagini anche molte attività sane, che poi chiudono a causa degli oscuramenti necessari alle indagini. Poteva essere questo il caso di 493 siti italiani colpevoli secondo la multinazionale francese Moncler (particolarmente conosciuta nel settore della moda) di mettere in vendita prodotto contraffatti.

Inutile dire che immediatamente tutti i portali in questione furono bloccati e quindi oscurati, messi sotto sequestro dal Tribunale di Padova, che però ha adesso finalmente annullato il sequestro ridando in mano agli amministratori dei siti le redini della propria attività. Il provvedimento è stato firmato sempre a Padova dal giudice per le indagini preliminari Lara Fortuna, che ha specificato nelle ragioni del dissequestro sono la valutazione di una mancanza di elementi essenziali per confermare un atto illecito.

Adesso i siti non sono più oscurati, sebbene le indagini continueranno nei prossimi giorni. Al di la del contenzioso questa è una vittoria importante per i provider italiani, che sono riusciti per la prima volta a difendere dei siti da queste manovre cautelative, che però rischiano di trasformarsi in censura anche per chi non centra nulla con i reato contestati. Infatti se questo epilogo fosse stato diverso sarebbe successo che dai siti incriminati si sarebbe passato a molti altri bloccando di fatto una fetta importante di economia che magari non centrava neanche con la vendita di questo genere di articoli, ma aveva un rapporto con uno dei 493 siti in questione.

Il legislatore, nonché il magistrato nella situazione specifica, dovrà quindi evitare di imbavagliare la voce dei portali online, trovando il giusto equilibro fra le sanzioni e le precauzioni contro il crimine e la capacità di evitare di bloccare inutilmente delle attività innocenti. Insomma bisogna anche tutelare gli stessi internauti permettendogli di esprimere ciò che vogliono senza temere ad ogni passo cause legali interminabili che blocchino qualsiasi movimento sul web.

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